top of page
copertina il coraggio della memoria.jpg

IL CORAGGIO DELLA MEMORIA
2 agosto 1980

È un romanzo di formazione che racconta il percorso verso il cambiamento di un ragazzo con problemi di collera.
La consapevolezza viene raggiunta anche attraverso l’incontro con un fatto storico: la strage di Bologna

TRAMA

Gabriele è un ragazzo di sedici anni, piuttosto confuso. Ha frequentato la seconda liceo, non ha studiato, ha compiuto diversi atti di bullismo, è stato bocciato.
L’ultima azione commessa lo ha portato a essere sotto inchiesta.
La madre, che lo ama moltissimo, che lo ha sempre viziato e che era profondamente convinta del suo valore e della sua intelligenza, è sull’orlo di una crisi di nervi perché non riesce in alcun modo ad accettare quello che è successo. Chiede aiuto all’unica parente rimasta, la zia Francesca.
Decidono che Gabriele trascorrerà l’estate con lei in un rifugio di alta montagna, completamente isolato.
Il ragazzo mette in atto tutto il suo consueto repertorio di comportamenti, che in genere inducono la madre a cedere e fare quello che lui vuole. Questa volta, però, le cose vanno diversamente. Gabriele si ritrova davanti due inossidabili figure: la prozia (che lui prenderà a chiamare Pro) e Salvatore, un ragazzo di ventitré anni molto serio. Entrambi si dimostrano insensibili alle sue crisi colleriche e alla sua disperazione.
Trovandosi così in una situazione senza vie d’uscita, si rassegna e comincia a partecipare alla vita del rifugio. Trova un suo ruolo dedicandosi alla cucina, attività che gli è sempre riuscita bene. Scopre inoltre che la zia ha scritto un lungo racconto di un drammatico fatto storico: la strage del 2 agosto 1980 a Bologna. Capisce che ci sono motivi personali, ma non sa quali.
La zia inaugura una strana iniziativa: I racconti della sera. Al lume di una candela i tre abitanti del rifugio parleranno di ciò che desiderano per quindici minuti. Le poche, sostanziose parole che escono in queste occasioni porteranno alla luce dei frammenti di verità imprevedibili per tutti loro.
Nel frattempo, Gabriele si ritrova coinvolto in una singolare corrispondenza con Marianna, una sua compagna di classe che aveva perseguitato con scherzi di cattivo gusto. Le parole sfuggono lo schema dei loro rapporti precedenti e disegnano una situazione nuova che aiuta entrambi a capire lati oscuri della propria personalità.
Tutte queste esperienze conducono Gabriele a un cambiamento doloroso , ma che gli apre nuove prospettive per il futuro.

 

ASSAGGI 

L’avevo combinata grossa, o meglio ne avevo combinate tante, ma l’ultima era un po’ esagerata. Non è che fossi particolarmente pentito, ero preoccupato per le conseguenze che quella faccenda avrebbe provocato nelle mia vita.

Rimasi lì, tra le rocce, che in quel momento erano circondate da nuvoloni neri. Sentii improvvisamente freddo e mi strinsi le braccia. Dove diavolo ero finito? Il mio mondo sembrava così lontano da essere irreale. Mi avviai lentamente a sistemare le mie cose nella cella che mi era stata assegnata.

Improvvisamente sentii un rumore alla porta. Qualcuno stava bussando? In quel momento al rifugio c’erano solo Salvatore e la Pro nelle loro stanze intenti a dormire, o forse a studiare e scrivere alla luce della pila.


Quindi?


Avevo dimenticato Bruto, l’immensa bestia grigia con gli occhi verdi.


Aprii, lui entrò, si guardò intorno, si fiondò sul letto. Si era infilato sotto le coperte, per cui mi stesi accanto a lui, a contatto con il suo pelo caldo.


Mi venne in mente che la Pro aveva manifestato il timore che gli facessi del male.


Improvvisamente scoppiai a ridere sussultando, talmente forte da potere essere udito. Ridevo in quel silenzio surreale e non riuscivo a fermarmi, ridevo perché in quel momento l’unico essere vivente a fidarsi di me era un gatto.


Ridevo nella notte in modo isterico e incontrollato: non c’era alcun dubbio, stavo impazzendo.

Quando afferrai la seconda busta mi si congelò la lacrima nascente. Marianna.
Cosa diavolo poteva scrivermi Marianna?

Ciao, Gabriele,


so che questa lettera ti fornirà ulteriore materiale per deridermi, comunque vado avanti per la mia strada e uso questo mezzo archeologico per dirti quello che devo.


Agisco adesso, facendomi violenza, perché non sono riuscita a reagire prima. E ho sbagliato, quindi cerco di rimediare.


Da quando tu sei arrivato nella nostra classe per me è iniziato un incubo. Le prese in giro tue e di Edoardo, i post, i commenti sul mio aspetto, mi hanno ferito così profondamente che non so come comunicarlo. D’altra parte è inutile che ci provi, non capiresti. Quello che non mi perdono è di essere rimasta come paralizzata.

Alla sera era difficile addormentarsi così presto, nonostante la stanchezza.


Aprii il file della Pro sul 2 agosto 1980 e ricominciai a leggere dal principio. Iniziò così una strana esperienza: quelle parole mi sembravano di piombo, mi trasmettevano angoscia, tuttavia da allora non riuscii più a ignorarle.

2 agosto 1980


È sabato, le vacanze iniziano proprio oggi per gran parte degli italiani.


Bologna si trova in una posizione strategica, i treni dal sud e dal nord passano di qui, molti passeggeri scendono per rincorrere una coincidenza.


Tutta l’Italia è in viaggio, oggi, ci sono molti ritardi e qualcuno, non essendo arrivato in tempo, deve attendere il prossimo treno. La sala d’aspetto della seconda classe è gremita.


A Bologna il caldo è soffocante fin dalla mattina. In molte case fervono i preparativi per la partenza, le auto vengono caricate di bagagli, i bambini afferrano i loro giochi per portarli con loro, non vogliono separarsene.
 

Copyright di Patrizia Marzocchi, tutti i diritti sono riservati.

bottom of page