I TRE MOSCHETTIERI - RIDUZIONE

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Riduzione per ragazzi del classico di Alexandre Dumas

TRAMA

Il giovane d’Artagnan parte dalla provincia per raggiungere Parigi con le tasche vuote e il cuore pieno di sogni. Arrivato nella capitale, totalizza ben tre duelli nel corso di una mattinata. Convinto di non poter sopravvivere, trova invece l’amicizia di tre valorosi moschettieri: Porthos, Athos e Aramis.

I quattro diventano inseparabili e insieme affrontano avventure pericolose e intrighi di corte per difendere la regina dalle trame del cardinale Richelieu e della sua alleata, la perfida Milady.

D’Artagnan incontra l’amicizia, l’amore, il dolore, il pericolo e fronteggia ogni situazione con coraggio, ma anche con saggezza, fino all’imprevedibile finale.

Questo adattamento de I tre moschettieri è fedele alla trama originale, ma la racconta con linguaggio snello e semplice, per aiutare i ragazzi a gioire della lettura di un grande classico.

Completano la lettura un apparato finale di approfondimento delle tematiche e un fascicolo di comprensione del testo.

 

IL LIBRO E LA SUA STORIA

Per anni, a scuola, abbiamo portato avanti un’attività teatrale con l’attrice Sara Nanni. Selezionavamo un testo, negli ultimi tempi sempre un classico, i ragazzi lo leggevano e ne riscrivevano alcune parti per il nostro piccolo spettacolo. Quando una mia collega decise di scegliere “I tre moschettieri” si accorse che sul mercato era introvabile una versione adatta alla fascia di età della scuola media, perché si passava direttamente dal testo originale (circa 800 pagine!) a delle versioni estremamente semplificate per bambini.

Da lì è partita l’idea di fare una riduzione che rispettasse il romanzo, la sua trama, il suo linguaggio e al contempo fosse accessibile per gli adolescenti.

E’ stato un lavoro davvero impegnativo, ma anche molto interessante.

 

ASSAGGI   

 

Il primo lunedì d’aprile del 1625 nel borgo di Meung sembrava fosse scoppiata una violenta rivoluzione. A quei tempi le ondate di panico erano frequenti: c’erano i signori che guerreggiavano fra loro, il re che faceva la guerra al cardinale, gli spagnoli che facevano la guerra al re... Poi c’erano i ladri, i mendicanti, gli ugonotti, i lupi e i servi che facevano la guerra a tutti.

 

– Sono cinque – mormorò Athos – e noi solamente tre. Saremo battuti un’altra volta e dovremo morire qui, perché non mi ripresenterò mai vinto davanti al nostro capitano.

Porthos e Aramis gli si strinsero immediatamente al fianco mentre Jussac faceva allineare le guardie.

In un momento d’Artagnan aveva già preso la sua decisione. Era uno di quegli eventi che decidono la vita di un uomo. Battersi significava disobbedire alla legge, rischiare la testa, farsi nemico di colpo un ministro più potente dello stesso re. Il giovane intravide tutto, ma non ebbe un attimo di esitazione. Volgendosi verso Athos e i suoi amici disse:

– Signori, avete detto di essere tre, ma a me sembra che siamo quattro.

 

– E ora andate anche voi – disse Madame Bonacieux, – abbiate coraggio, ma soprattutto siate prudente e ricordatevi che siete al servizio della regina.

– Al servizio suo e vostro! – precisò d’Artagnan. – Non temete, bella Constance, ritornerò degno della sua riconoscenza e del vostro amore.

La giovane donna rispose solo con il vivo rossore che le colorì le guance.

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