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I TESORI DEL CHIAPAS

Romanzo per ragazzi: viaggio, avventura, storia, archeologia. Il viaggio in Messico di un gruppo di turisti italiani viene sconvolto dalla rivoluzione nella regione del Chiapas.

TRAMA

Francesca ha due ottimi motivi per essere contenta di partire per un viaggio organizzato per il Messico: vuole andare in America latina, dove vivono i parenti del misterioso padre che non ha mai incontrato, e sa dov'è nascosta una parte del leggendario tesoro di Montezuma.

Certo, il viaggio non è stato organizzato molto bene e ci sarà qualche imprevisto, come andare a finire nel bel mezzo di una rivoluzione. Ma le scoperte e le sorprese non mancheranno e saranno davvero interessanti.

 

IL LIBRO E LA SUA STORIA

Nel lontano 1993 feci un viaggio in Messico. Non parlo di una vacanza in villaggio turistico con attività organizzate e qualche visita ai siti archeologici. Fu un viaggio itinerante nel corso del quale mi colpì particolarmente il villaggio Chamula, nel Chiapas, dove si poteva toccare con mano la vita degli indios. Proprio nel 1993, a dicembre, in quella stessa regione, scoppiò una rivoluzione. Capitò ad alcuni turisti italiani di rimanere bloccati nell'albergo.

Da quel fatto di cronaca, unito alla mia esperienza, è nata l'idea del romanzo, che è stato pubblicato nel 2008 da Mondadori Education.

 

ASSAGGI  

Marcello non sapeva se gli piaceva viaggiare.

Era sempre andato in vacanza a Cesenatico, sulla riviera romagnola, e si era trovato bene. Ma prima o poi arriva un momento nella vita in cui si deve cambiare, anche se non si sa se il cambiamento migliorerà o peggiorerà la situazione.

Gli esseri umani si abituano a qualsiasi situazione, questa è la loro forza e insieme la loro debolezza.

I turisti si adattarono a rimanere prigionieri in albergo, guardati a vista da guerriglieri armati. Non riuscivano ad andare a dormire e certo non si sentivano a proprio agio, ma tornarono a una specie di normalità. Persino ai pettegolezzi.

 

1 gennaio 1994

Che pasticcio mondiale, diario mio.

Per fortuna non lascio mai lo zainetto e il mio quaderno. Se mi succederà qualcosa rimarrà almeno questa testimonianza delle mie ultime ore di vita.

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