PATRIZIA MARZOCCHI
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I libri fanno volare sopra le cose e viaggiare dentro la vita...
su di me
Qualcosa di me
Sono nata a San Pietro in Casale, provincia di Bologna, sotto il segno del leone. Mi sono laureata in Pedagogia all'’Università di Bologna e ho conseguito il diploma in giornalismo all’'Università di Ferrara.Insegno Lettere nella scuola media (o secondaria di primo grado, come si dice ora con un inutile affaticamento linguistico) e, nonostante tutto quello che sta succedendo, riesco ancora ad amare il mio lavoro.
I libri del cuore:-Jean Paul Sarte, La nausea-Heinrich Boll, Opinioni di un clown-Wolfgang Goethe, Le affinità elettive-Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio-Stendhal, Il rosso e il nero-Alberto Moravia, Il conformista-Lev Tolstoj, Guerra e pace.
Questo è il mio gatto, Pippo. Assomiglia in modo impressionante a Ofelia, la gatta di Jolanda, la mia investigatrice. A differenza di quello che si potrebbe immaginare, non ho tratto spunto dalla realtà nella mia creazione, ma è stata la realtà a imitare la fantasia. Prima è nata Ofelia nelle mie pagine, poi è comparso Pippo nella mia vita.
i miei libri
Le coincidenze necessarie
Triangolo di follia
Il viaggio della speranza
I tesori del Chiapas
Mal d'Africa
Il bullo, la secchia e gli altri
Avventure tra i pirati
1789 Sogno di libertà
La linea rossa della magia
Il ladro di cellulari
I ragazzi della Bolognina
Le coincidenze necessarie
Le coincidenze necessarie
Assaggi Cosa c'è di più paludoso del pomeriggio di una domenica di novembre? Sono abbandonata sulla sedia a dondolo con la mia gatta rossa sul grembo e affondo lo sguardo nella nebbia che oltre il vetro della finestra impedisce ogni visione. Un po' come la siepe di Leopardi, nel suo piccolo. E come quella del poeta, la mia mente valica i limiti della realtà per inseguire più elevate riflessioni. Però, in luogo dell'Infinito, trova il Passato. Quarantotto anni suonati, separata da tre, in analisi da altrettanti, una situazione professionale confusa. Non trovo un motivo per rallegrarmi. Nemmeno uno. (pag.11) Lo studio del mio psicoanalista è quanto di più simile allo studio di uno psicoanalista si possa immaginare.Pareti di un bianco ortodosso, scrivania e sedie stile impero, ritratto di un Freud imbronciato…E fin qui tutto normale.Ora arrivano un paio di particolari inquietanti.Non sono certo un'esperta di arredamento, tuttavia ho quel minimo di senso estetico necessario per capire che le tende non c'entrano niente con questa stanza. Sfondo giallo paglierino sul quale esplodono inflorescenze multicolori di ogni tipo, senza logica alcuna….Secondo dettaglio: la nuda lampadina che pende dal soffitto…. (pag. 22)L'ispettore Luigi Sassi estrasse il blocco degli appunti dal borsello. Era già pieno di annotazioni e nomi. Dopo aver parlato con diverse persone che avevano lavorato nella villa di Cantucci e con i dipendenti della loro fabbrica, aveva oramai un vero e proprio dossier sulla vittima e sulla sorella.Ora si trovava in un appartamento della prima periferia, via San Donato, un condominio popolare ma dignitoso in una zona trafficata…. (pag. 78) -Mi scusi l'intrusione, dottore, ma mi trovavo a San Giuseppe per motivi personali e ho pensato di venire a parlare con lei.Riccardo Maranatti si fa da parte senza una parola e mi lascia entrare.Quando ci siamo seduti, mi squadra con attenzione: -Lei non sta bene, è pallida e trema. (pag.176)Al mattino, quando ci ritroviamo davanti a una tazza di caffè, Riccardo è silenzioso, distaccato. Cerca di essere gentile, ma gli leggo negli occhi che non capisce come questo possa essere successo.Consuma in fretta la colazione, spendendo qualche parola formale, poi guarda l’'orologio. –Devo proprio andare, Jolanda, ho molte cose da fare oggi.Non gli ricordo che ieri sera aveva detto di non avere impegni.(pag.194)Il bastardo sta battendo la pista. Torno alla macchina con lo stile e il ritmo di un bersagliere infuriato. Tuttavia, accanto alla rabbia, si profila dal profondo anche un'altra sensazione: sollievo. (pag.312)
Trama E' un romanzo giallo ambientato ai giorni nostri (2003), tra Bologna e San Giuseppe sul Panaro (paese inventato, collocato tra Ferrara e Modena).I nodi centrali della narrazione sono tre: l'omicidio di uno psichiatra a Bologna, l'omicidio di una pediatra a San Giuseppe sul Panaro, la scomparsa, sempre nel paese, di un rappresentante di biancheria intima. La protagonista, Jolanda Marchegiani, è un'investigatrice particolare: ha un'agenzia low cost ed è abituata a indagare su fedifraghi e cagnolini smarriti. Quando viene chiamata per la scomparsa di un rappresentante di biancheria intima in un paese della Bassa di cui non sospettava nemmeno l'esistenza capisce che si trova di fronte a qualcosa di inedito. La sua indagine la porterà a cogliere dei collegamenti tra i fatti e, tra brillanti intuizioni e colossali errori, arriverà a intuire la verità.Personaggi principaliLa protagonista è Jolanda Marchegiani, una donna di mezz'età, reduce da un divorzio, non attraente, non brillante, in perenne lotta con le sue ansie. Dopo la separazione, ha deciso di realizzare il sogno di una vita: fare l'investigatrice privata. Le difficoltà dell'impresa, le sue insicurezze personali l'hanno portata a rivolgersi a un analista, il che alimenta ulteriormente l'ansia di cadere nella povertà.Un altro personaggio fondamentale è Johnny, cugino di Jolanda, che vive nel suo stesso appartamento e risulta titolare dell'agenzia investigativa. Johnny è omosessuale, ma per lui questo non è un problema. Per oscure ragioni, si vergogna invece della sua attività di scrittore di romanzi rosa, dalla quale guadagna il necessario per vivere. Jolanda e Johnny si scambiano così le attività: lei risulta ufficialmente la scrittrice, lui l'investigatore. E una struttura contorta, ma che ha un suo equilibrio.Della squadra fa parte in qualche modo anche Caterina, amica di Jolanda fin dall'epoca dell'asilo. E una persona colta, passionale, misteriosa.Le sue osservazioni e conoscenze risultano utili a Jolanda nel corso delle investigazioni. Piuttosto burrascoso è invece il rapporto di Jolanda con Tommaso Pedroni, commissario, incaricato delle indagini sullo psichiatra bolognese. I due si conoscono già da tempo e hanno instaurato un'amicizia conflittuale. Tommaso Pedroni dimostra il massimo disprezzo per il ruolo dell'investigatore privato e non intende mischiare il suo lavoro con quello di Jolanda. Tuttavia la vita intraprende spesso strade molto diverse da quelle che sono le intenzioni degli individui e il finale del romanzo lo conferma.La gatta Ofelia non dà alcun contributo alle indagini, tuttavia ha un importante posto affettivo nella vita della protagonista, e non è cosa da poco.
Triangolo di follia
Triangolo di follia
AssaggiMartaE' lunedì: due terapie alla mattina, corso di yoga e una terapia nel pomeriggio. Un tè con due colleghe, poi andranno insieme alla presentazione del libro di una loro compagna di corso alla libreria Feltrinelli in centro.Guarda l'agenda: nient'altro in programma. (pag.11)GiovanniE' brutto vedere il viso grazioso di Marta sbiancare e gli occhi diventare laghi di incredulità, poi di dolore.D'altra parte lui è l'ispettore di polizia e lui ha appreso la notizia per primo, in questura. Potrebbe anche trincerarsi dietro il segreto professionale e non dire nulla, lì, al corso di yoga. Ma come fare di fronte al tappetino vuoto di Giordana? (pag. 15)-E' piuttosto strano- dice Marta.-Che cosa?Sono seduti l'uno accanto all'altra, davanti al computer di Marta.-Il nick che ha scelto Giordana è Elettra. Non riesco a vederglielo addosso, ecco. E poi avrei immaginato che una come Giordana caso mai avesse voluto cercare marito si sarebbe rivolta a una'agenzia matrimoniale, non a un sito internet. (pag.118)Cesare le sorride. Ha gli occhi verdi, il viso irregolare, le orecchie a sventola, radi capelli bianchi. Non è bello, così come non lo era Giordana, ma quello che la natura gli ha negato, lui lo ha conquistato, e il suo viso appare a Marta quasi attraente, illuminato come è dalla dolcezza e dalla intelligenza.-Parliamo esattamente del 10 giugno 1976- attacca improvvisamente Cesare, deciso. –Gianna, la nostra sorella più piccola, aveva tredici anni, era una ragazza molto irrequieta.(pagg.434-436)-Non è un cerchio, Sono due triangoli sovrapposti. Seguimi. Le nostre protagoniste sono Angela e Giordana. Tra di loro apparentemente non esiste relazione, relazione umana intendo. Allora scriviamole una sopra l'altra, così, come due monadi che non si toccano: Giordana e Angela, ci siamo?Marta annuisce, poi lo guarda e sorride:-Sembri lo scienziato pazzo. (pag.447)
PresentazioneQuesto giallo ha seguito un itinerario piuttosto contorto e mi auguro che la sua storia non sia ancora conclusa.Dopo averlo terminato lo inviai col titolo Giallobolognese (provvisorio, naturalmente) al sito iQuindici che forniva un minimo di due recensioni ai manoscritti pervenuti. Mi arrivarono sette recensioni, positive. Il sito scelse di pubblicare l'incipit nella sua rivista online. Alla fine mi arrivò la proposta, da parte della casa Editrice Curcio, di pubblicarlo con pseudonimo. TramaTre omicidi sconvolgono il silenzio delle piovigginose notti dell'autunno bolognese: tre donne vengono uccise e abbandonate in un parco. Tre assassini, oppure un unico serial killer? Nelle indagini della polizia le piste da seguire si sovrappongono delineando un disegno, una perfetta geometria, dove l'analisi dei sentieri oscuri di un'anima tormentata dai ricordi condurrà allo scioglimento dell'enigma.Marta, una psicologa specializzata in terapia di coppia, insieme a Giovanni, un ispettore di polizia, indagheranno fino a scoprire la verità sugli omicidi: un'amara rivelazione sulla fragilità dei sentimenti umani.
Il viaggio della speranza
Il viaggio della speranza
AssaggiCaro Paolo,ho avuto una fortuna incredibile.Il nostro insegnante di italiano ci aveva annunciato da tempo che avrebbe organizzato una corrispondenza con una scuola del vostro Paese. E' stato Allah, credo, a ispirare il nostro insegnante e a indirizzarlo verso una scuola della tua città. Sì, Bologna ha un significato speciale per me: lì vive mio padre. (pag.5)Sono trascorsi quindici giorni dalla morte di mia madre e io li ho vissuti come in trance. Il dolore mi ha fatto quasi perdere il senso di quello che stava succedendo. Solo lo sguardo di Yasin mi ha risvegliata. Mi sono sentita umiliata e poi arrabbiata, e ho ripensato alle parole della mia mamma: -Non permettere che ti rubino i sogni!Ecco, ho deciso di non permetterlo. (pag.17)-Siete tuareg?- chiese Jasmine al giovane uomo blu che portava il suo cammello.-Sì- fu la laconica risposta.-Credevo che viveste molto più a sud e che fosse impossibile vedervi. (pag.40)Jasmine si trovò immersa nell'acqua nera e fredda.-Laggiù ci sono degli scogli. Si salvi chi può!- urlò il marinaio, e si allontanò a larghe bracciate con indosso il giubbotto salvagente.Jasmine sapeva nuotare molto bene, quando andava a scuola aveva anche partecipato a un torneo di nuoto. Quella però non era l'acqua placida della piscina: le onde gigantesche le impedivano di tenere un ritmo regolare, l'acqua salata le schiaffeggiava il viso, le entrava nel naso impedendole di respirare. Sentiva le urla disperate degli altri passeggeri: su tutte prevalevano gli strilli della donna che aveva perso il suo bambino. (pag.60)
PresentazioneQuesto romanzo è nato durante un viaggio in Marocco molti anni fa (nel frattempo credo che situazione di quel Paese sia profondamente mutata). Stavo visitando un'impresa artigianale che produceva tessuti quando assistetti a una scena che mi colpì e indignò. Ai telai lavoravano bambine e ragazzine che avrebbero dovuto essere a scuola. A un tratto entrò per una visita una classe di studenti con eleganti divise: tutti maschi. Osservavano le loro coetanee come fossero animali allo zoo. In quel momento cominciai a immaginare che una di quelle ragazzine si ribellasse al proprio destino. E così è nata Jasmine. Il romanzo ha vinto il Premio Penne 2010, confrontandosi con due ottimi romanzi: "La ragazza dellEst" di Fulvia degl'Innocenti e "Il diamante insanguinato" di Loriano Macchiavelli.TramaJasmine ha una speranza: riabbracciare il padre che vive in Italia e fermarsi a Bologna per studiare e diventare medico. Ma la speranza è solo un sogno remoto, perché Jasmine è una ragazza marocchina che a tredici anni rimane orfana di madre e viene costretta dallo zio a lavorare in uno stabilimento tessile, come tutte le sue coetanee più povere, finché non le sarà trovato un marito. Eppure, nella disperazione Jasmine trova il coraggio di ribellarsi, e fugge, fugge dal suo destino già scritto per raggiungere l'Italia, per ritrovare quel padre che nasconde un segreto, per affermare la propria libertà. Il suo è un viaggio avventuroso e difficile, attraverso il deserto e il mare, contro i pregiudizi della sua gente e anche di quella che incontrerà una volta arrivata in Italia. Ma ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarla, e le lettere che scrive al suo amico di penna italiano, forse, non saranno solo un mezzo per sfogare la propria angoscia
I tesori del Chiapas
I tesori del Chiapas
AssaggiMarcello non sapeva se gli piaceva viaggiare.Era sempre andato in vacanza a Cesenatico, sulla riviera romagnola, e si era trovato bene. Ma prima o poi arriva un momento nella vita in cui si deve cambiare, anche se non si sa se il cambiamento migliorerà o peggiorerà la situazione. (pag.11)27 dicembre 1993, ore 10Mamma dice che devo tenere il diario di bordo.Le è venuta la fissa. E quando le viene una fissa, è meglio darle ragione come ai matti, non ci sono alternative.Altra fissa: le medicine. Mi ha riempito zaino e zainetto di farmaci di ogni tipo. Dice che io sono la sua unica ragione di vita per cui mi devo preservare. Non suona particolarmente romantico, ma tant'è. (pag.16)Gli esseri umani si abituano a qualsiasi situazione, questa è la loro forza e insieme la loro debolezza.I turisti si adattarono a rimanere prigionieri in albergo, guardati a vista da guerriglieri armati. Non riuscivano ad andare a dormire e certo non si sentivano a proprio agio, ma tornarono a una specie di normalità. Persino ai pettegolezzi. (pag.72)1 gennaio 1994Che pasticcio mondiale, diario mio.Per fortuna non lascio mai lo zainetto e il mio quaderno. Se mi succederà qualcosa rimarrà almeno questa testimonianza delle mie ultime ore di vita. (pag.83)
PresentazioneNel lontano 1993 feci un viaggio in Messico. Non parlo di una vacanza in villaggio turistico con attività organizzate e qualche visita ai siti archeologici. Fu un viaggio itinerante nel corso del quale mi colpì particolarmente il villaggio Chamula, nel Chiapas, dove si poteva toccare con mano la vita degli indios. Proprio nel 1993, a dicembre, in quella stessa regione, scoppiò una rivoluzione. Capitò ad alcuni turisti italiani di rimanere bloccati nell'albergo.Da quel fatto di cronaca, unito alla mia esperienza, è nata l'idea del romanzo.TramaFrancesca ha due ottimi motivi per essere contenta di partire per un viaggio organizzato per il Messico: vuole andare in America latina, dove vivono i parenti del misterioso padre che non ha mai incontrato, e sa dov'è nascosta una parte del leggendario tesoro di Montezuma.Certo, il viaggio non è stato organizzato molto bene e ci sarà qualche imprevisto, come andare a finire nel bel mezzo di una rivoluzione. Ma le scoperte e le sorprese non mancheranno e saranno davvero interessanti.
Mal d'Africa
Mal d'Africa
AssaggiQuando il piccolo aereo iniziò l'atterraggio, Martina sentì un ronzio nelle orecchie. Per un attimo le parve che il velivolo si sarebbe schiantato. Poi scrosciò l'applauso per il pilota e la paura svanì.Accidenti, ce l'aveva fatta. Era in Tanzania30 luglio, Rifugio Horombo, kilimanjaroTizzy, sto galleggiando fra le nuvole! E' un po' come essere in aereo. Sono seduta su una roccia e sotto di me c'è una grande distesa di nuvole bianche e arricciate. E' bellissimo. Ho indosso tre paia di calze di lana, una cuffia a strisce di tutti i colori, due maglioni, la giacca a vento e la sciarpona rosaVide qualcosa muoversi nell'erba. Si avvicinò, incuriosita. Poi fece un balzo all'indietro, tanto agile da far invidia a una gazzella.Era un serpenteCamminarono a lungo nella notte nera. Gli occhi si stavano abituando all'oscurità e la faccia tonda della luna piena aiutava a distinguere il terreno. Martina e Guglielmo procedevano senza scambiare parola. Potenti barriti lacerarono la notte. Martina vide le ombre grigie correre verso di loro. Sembrava un attacco della cavalleria. Cominciò a correre, a velocità supersonica. Improvvisamente si sentì afferrare la spalla.
Presentazione Anche questo romanzo nasce da un viaggio, il più bello e nello stesso tempo disastroso che io abbia mai fatto. Kilimanjaro, savana, leoni, leopardi: ho visto cose meravigliose, indimenticabili. Trattandosi di un viaggio "fai da te", in un territorio difficile, ne successero di tutti i colori. Per citarne solo una, il nostro gruppo improvvisato e incosciente rimase bloccato per un giorno e una notte nella savana, a causa di un guasto alla sgangherata vettura che avevamo affittato. Le belve circolavano nei dintorni e a un certo punto comparve un masai, con il quale non riuscimmo in alcun modo a comunicare. Sembrava di essere in un documentario, non visto comodamente sul divano, ma vissuto dall'interno. Avevo già un materiale fecondo, dunque, per creare una storia che ho tuttavia ampliato con personaggi di fantasia.Trama Il romanzo si sviluppa intorno al viaggio in Tanzania di un gruppo di amici e parenti. Il percorso prevede il raggiungimento della vetta del Kilimanjaro e la visita dei parchi naturali Lake Manjara, Ngorongoro e Serengeti.La protagonista è Martina, una tredicenne con la sindrome da Gian Burrasca, che in alcune circostanze si trova a dover scegliere tra l'amore e l'avventura.Tra splendidi panorami, animali selvaggi, liti, disobbedienze, fraintendimenti, nuove scoperte, Martina si ritrova a sventare il piano di un gruppo di bracconieri, ma anche a fare importanti scoperte sulla vita e gli esseri umani. Suoi compagni di viaggio sono i coetanei Guglielmo ed Enrico, il primo odiato, il secondo amato. Il corso degli eventi, tuttavia, altera le aspettative e le convinzioni iniziali.
Il bullo, la secchia e gli altri
Il bullo, la secchia e gia altri
AssaggiLa profEccoci qui. Seconda liceo scientifico, in periferia degradata. Muri ansiosi di ricevere una mano di vernice fresca, pavimenti opachi, vetri appannati, lampadari sbilenchi…”. (pag. 7) “AntonioQuesta Vannini non mi piace. Intanto è vecchia un totale, con quei capelli tinti di rosso, le occhiaie fino al mento e le rughe intorno alla bocca. Quella dell’'anno scorso (come si chiamava, mica me lo ricordo) almeno aveva un certo look, era più giovane (per quanto può esserlo una prof), bionda, occhi azzurri, e a volte metteva la gonna corta. Non ci sapeva fare, d’'accordo, starnazzava come una gallina sgozzata, e nessuno la considerava a parte Marisa la Secchia e Andrea Fantasmino…”. (pag.10) “MarisaQuella Vannini non mi piace. Sembra che non ci sia proprio niente da fare, io ho una specie di destino segnato, un karma direbbe mia nonna.Sono una ragazza normale, non bella, non brutta, non particolarmente intelligente, non particolarmente stupida. Mi piace studiare, mi impegno, ottengo buoni risultati. Mi vesto in modo normale, classico, non ho grilli per la testa, so già che da grande farò l’'insegnante. Mi sposerò, spero, con un bravo ragazzo e farò due figli. Due è un numero perfetto per i figli: non sono troppi ma neanche pochi, uno solo si sentirebbe triste. Vorrei allora capire perché sono condannata a essere circondata da gente fuori di testa.” (pag. 14)“E' già lì, seduta con suo fratello Fabio e l’'amico, che tra parentesi è decisamente carino…. Io sono molto contenta di essere qui con loro, chiacchiero vivacemente, Rosaria invece non parla molto, né mangia…Il bell’'Enigmatico mi guarda come se provasse per me una profonda antipatia…...Lo guardo uscire dalla pizzeria e mi rendo conto che oggi NON ho fatto una conquista.” (pagg. 42-43) “Sono un bravo ragazzo.Ho ribadito a Supergigi di aspettare a passare all’'azione con la Rossa. In fondo è sufficiente che la tipa mi lasci in pace. E lo sta facendo. Negli ultimi due giorni non mi ha praticamente rivolto la parola, non mi ha posto domande, né ricordato che devo fare i compiti. E' una tipa sveglia e sa distinguere uno tosto da un’'ameba.” (pag. 44)“Questa è galattica: la Secchia e il signor S. Una coppia da manuale psichiatrico. Non che loro siano i pazzi, intendiamoci, loro sono la cura, perché basta fermarsi un attimo a guardarli che la mente sprofonda in un sonno comatoso. Una specie di coppia di sedativi, insomma.Comunque adesso ho altri problemi. Questa mattina a scuola la Rossa ha rotto la tregua e mi ha dato solo due giorni di tempo per consegnare tutti i compiti…Telefono a Supergigi.-Hello- mi risponde in quella sua tipica pronuncia anglo-romagnola.-Hello- faccio io.-Ehi Anthony, how are you?--Not very well. Bisogna procedere! (pag. 72)
PresentazioneVolevo scrivere dei racconti, ciascuno dei quali avrebbe avuto come protagonista un ragazzo diverso. La narrazione, però, come sempre succede, ha preso la sua strada, indipendente dalle mie previsioni, e io l’'ho seguita, docile. Le storie si sono intrecciate ed è nato un romanzo.TramaMarisa vorrebbe avere una vita normale. Purtroppo tutti coloro che la circondano congiurano contro questo desiderio: la nonna buddista, i genitori dai mestieri impossibili, la prof stravagante…. A tutto ciò bisogna aggiungere un amore non corrisposto, quattordici gatti di cui prendersi cura e un segreto inquietante nella vita della sua esemplare amica del cuore.Antonio si sente un ragazzo molto in gamba e pensa di meritare una vita libera e indipendente. I suoi famigliari e la nuova prof non lo capiscono e vogliono a tutti i costi che si comporti secondo i loro principi. Ma lui non ha alcuna intenzione di subire e, insieme ai nuovi amici, decide di compiere un’'azione clamorosa.La prof è stanca; vorrebbe tanto una vita serena, ma ci si mettono tutti movimentargliela: suo marito, sua figlia e quel ragazzo dai capelli colorati che la guarda con aria di sfida…Nessuno dei personaggi otterrà quel che desidera, ma ciascuno di loro troverà un piccolo, imprevedibile tesoro: un nuovo sguardo su se stesso, sugli altri, sulla vita.
Avventure tra i pirati
Avventure tra i pirati
AssaggiCaterina guarda il mare. E' calmo, ma una leggera increspatura grigio perla lascia intravedere la possibilità di una tempesta in arrivo….Intorno a lei gli uomini si muovono alacremente, i visi cotti dal sole, i corpi segnati dalle cicatrici. Anche loro sono un mondo inquietante. Il mondo dei pirati…Ma come è iniziata questa storia? Qual è il punto di partenza dell’'avventura che l’'ha inghiottita nell’'abbraccio fra cielo e mare?Corruga la fronte nello sforzo, cerca una linea retta nel groviglio dei ricordi.Forse quella sera a Versailles; forse quella frase di Adelaide...…” (pag.5)-Signori, il re!Il brusio dei cortigiani cessò. Ora si udiva solo il rumore del bastone regale che Luigi XIV batteva ritmicamente sul pavimento al suo incedere.-Questa volta non devo inciampare- pensò Caterina.Diede una sbirciatina a sua sorella Isabella e alla cugina Adelaide che al suo fianco si preparavano a fare la riverenza: loro erano a proprio agio. (pag.7)Alle quattro del mattino, quando Versailles era ancora sommersa dall’'oscurità, Caterina svegliò sua sorella e le disse:-Io vado. Quando ti chiederanno dove sono finita, di’' che non mi hai trovata al tuo risveglio.-Caterina, che intenzioni hai?- la voce di Isabella era impastata dal sonno e dall'’ansia.-Lo saprai presto, sorellina, abbi fiducia in me! (pag.31)Il marchese era piegato in due dal gran ridere. Non riusciva a smettere.-Come avete capito che ero qui?Il marchese riuscì finalmente a tornare serio. Camminò lentamente verso il letto e vi si sedette. Guardò le due ragazze con un'aria divertita.-Le manovre di vostra sorella per procurarvi il cibo non mi sono sfuggite.-Voi mi avete seguita, villano!- Isabella batteva il piedino.Anche a Caterina ora veniva da ridere.-Cosa avete intenzione di fare, ora?- chiese al marchese. –Vi avverto, se tenterete di separarmi da mia sorella, ci butteremo tutte e due in mare. Preferiamo andare in pasto ai pesci, piuttosto che eseguire gli ordini di nostro zio!-E’ quel che vedremo, belle signore!…Una voce risuonò allarmata e sinistra nella notte: -Pirati in vistaaa! (pagg.47-48)-Bene, signori, vi comunico che siete prigionieri del grande capitano Mohamed Mahariti e...…-Voi non siete un capitano, siete un pirata! (pag.52)Scivolò a lungo, sul legno, su altri corpi, sull’'acqua. Si sentì sbattere con violenza contro il parapetto della nave e non fece nemmeno in tempo a sentire il dolore che un'altra botta potente la ridusse quasi all'incoscienza…. Cadde giù nell’'acqua scura e fredda... Diede un ultimo addio alla vita e rinunciò a combattere.” (pag.134)-Sai una cosa sorellina? Non mi è piaciuto il fatto di avere bisogno del tuo aiuto per compiere la mia vendetta!-Ecco, ora sei sincero. E devi ammettere che mi hai trattata ingiustamente. Solo perché sono una donna…...
PresentazionePer una qualche oscura ragione, mi piace particolarmente la storia del Seicento: la caccia alle streghe, i pirati e i corsari, il re Sole…...Ho così pensato di scrivere un romanzo ambientato nel mio secolo preferito e precisamente nel mondo dei pirati. TramaCaterina, rimasta orfana, è costretta a trasferirsi con la sorella Isabella alla corte del re di Francia, presso uno zio. Siamo nel Seicento, all’'epoca del grande re Sole, Luigi XIV. Lo zio e la cugina, la perfida Adelaide, preparano per le due sorelle un futuro davvero angosciante. Caterina, però, ha un’'idea geniale che manderà all’'aria il progetto. Una serie incalzante di vicende conduce le due ragazze nel bel mezzo del Mediterraneo, su una nave di pirati. Il dolore, la paura, l’'amore, l’'avventura faranno capire a Caterina qual è la sua strada nella vita.
1789 Sogno di libertà
1789 Sogno di libertà
PresentazioneHo un particolare legame affettivo con questo romanzo perché per la prima volta mi ha regalato l'emozione di vedere nero su bianco una mia storia, di poterla condividere con gli altri.L'idea madre era un'amicizia difficile e problematica. Cosa ci poteva essere di più contrastato dell'amicizia tra un nobile e un contadino nella Francia della Rivoluzione francese? Anche in questo caso, come sempre nei romanzi storici, mi sono dovuta documentare non solo sugli eventi, ma soprattutto, ed è la cosa più difficile, sulla vita quotidiana dell'epoca, su aspetti concreti come l'abbigliamento, gli oggetti della casa, la scuola. Difficile, ma affascinante.TramaSiamo nel 1789, in Francia. La rivoluzione sta per cambiare il mondo.Philippe è un ragazzo ricco e arrogante, abituato a comandare i suoi compagni, nel villaggio. Ma Jacob, un giovane contadino vivace e intelligente, non è disposto a subire le sue angherie. Nasce fra di loro un rapporto ricco di tensione e umanità. Le avventure dei due ragazzi si intrecciano con avvenimenti più grandi di loro.
AssaggiJacob diede un'ultima rassettata al pavimento della stalla, poi si avvicinò a Josephine.-Ti ho dato il fieno migliore- disse accarezzando il muso bianco a chiazze marroncine della mucca. Josephine lo guardò con gli occhini languidi. - Andiamo Sancho.Una matassa di pelo bianco si sgrovigliò, e un cane enorme dallo sguardo espressivo si eresse in tutta la sua imponenza. Seguì il suo padrone fuori dalla stalla, scodinzolando. (pag.5)Quando furono vicini, Philippe puntò su Jacob i grandi occhi azzurri, freddi come il ghiaccio.-Cosa ci fai tu nella mia foresta?- chiese guardandolo dall'alto in basso. Si fa per dire, perché in realtà Jacob lo superava di almeno una spanna d'altezza.-Questa non è la vostra foresta! (pag.11)Erano già tutti presenti. Ma i ragazzi non erano soli. Su un cavallo nero corvino, una ragazza li osservava con un'espressione indifferente. Con un leggero palpito del cuore Jacob la riconobbe: era Eleonore, la sorella di Philippe. Aveva gli occhi dello stesso azzurro di quelli del fratello. (pag.29) I due si lanciarono a terra, in una lotta furiosa. Le loro forze erano pari, tanto da rendere assai incerto l'esito del combattimento. D'un tratto, Jacob udì un guaito penoso. Cercò con gli occhi Sancho e si accorse che era ferito. Si alzò e si liberò del suo avversario. Ma Philippe gli fu subito addosso e lui non poté proseguire.-Mi arrendo- disse. –Purché ordiniate ai vostri uomini di lasciare andare Sancho.Philippe, tutto sudato e impolverato, lo guardò in modo strano. (pag.39)
La linea rossa della magia
La linea rossa della magia
Assaggi-Noi conduciamo una vita banale- disse Rebecca dando un calcio a un cumulo di neve grigia ammonticchiato sul bordo del sentiero.Gianluigi non rispose subito. Era intento in una delle sue riflessioni, di quelle che in realtà nessuno sapeva cosa fossero, ma che occupavano gran parte del suo tempo, almeno a giudicare dai lunghi silenzi in cui si immergeva e dai quali usciva sempre con una certa difficoltà.-Hai capito cosa ho detto?- insistette Rebecca. -Qui non succede nulla e mai succederà. L'unica speranza che abbiamo per avere una vita eccitante è andarcene.-Dove dovremmo andare?- chiese Gianluigi posando su di lei i suoi pensosi occhi grigioverdi.-Non lo so, in una città, immagino. Una grande città tipo New York. Lì succedono le cose, non certo in questo paese annegato nelle montagne. (pag.3)Rebecca si sentiva in colpa perché era l'unica a non guadagnare nulla e in più era stata lei a portare a casa Romeo, due anni prima. Lo aveva trovato, minuscolo e abbandonato, in mezzo alla neve. Nonostante fosse microscopico, aveva un miagolio potentissimo e i suoi occhi azzurri erano l'unica cosa che si vedeva, perché il pelo era dello stesso colore della neve fresca, appena caduta.All'inizio si trattava di un gattino che succhiava un po' di latte, ma ora era un bestione molto esigente e costoso. Nessuno glielo chiedeva, ma lei sapeva che avrebbe dovuto darlo via. (pag.12)Rebecca odiava suo padre. Lo odiava perché li aveva abbandonati e lo odiava perché ogni notte disturbava i suoi sogni. (pag.13)D Imputata: qual è il vostro nome?R Rebecca Pardolin.D Siete a conoscenza delle accuse che vi vengono mosse?R Sì, eccellenza, ma io sono innocenteD Dove avete appreso l'arte della magia?R L'ho studiata, eccellenzaD La Revedin sostiene che avete usato la magia. Vi ha visto di notte cavalcare una scopa per recarvi a un appuntamento col demonio. (pag.35-36).-Ok, fate attenzione: "Quando il due si ripeterà due volte due accompagnato da due nulla, sarà giunta l'ora per la bambina che ha il nome del destino, di seguire il fiuto del cane che ha due anime, una delle quali malvagia, per sollevare il suo mondo dalla sciagura. Dovrà studiare carte di antica costituzione che troverà nella casa di fronte al tempio delle immagini che corrono, giù nelle viscere della terra, al centro del cerchio di quercia."I tre si guardarono smarriti.-Cosa diavolo significa?- chiese Rebecca.-Arabo puro, anche se è scritto in italiano- commentò Paolo. (pag. 105)
PresentazioneQuesta storia si snoda in un intreccio tra presente e passato. Una ragazza dei giorni nostri incappa in un mistero che si incrocia con la vita di una giovane donna accusata di stregoneria nel Seicento. E indaga.Il percorso di questo romanzo è stato accidentato. L'ho inviato a diversi editori che lo hanno rispedito alla mittente, giudicandolo troppo complesso per la fascia di età cui era rivolto. Poi è successo l'imprevedibile: la giuria del premio Righini Ricci lo ha selezionato, lo ha sottoposto al giudizio di un gruppo di giovani lettori che lo ha preferito a un altro, più vicino a loro per tematiche e più semplice. Questo testimonia il fatto che non è così scontato che i ragazzi scelgano le letture meno impegnative.TramaRebecca si rifugia nel futuro e nel passato per sfuggire un presente che non riesce ad accettare. Mentre elabora sogni di fuga a New York, si imbatte in una storia del Seicento con la quale avverte un'istintiva empatia. Una sua omonima è stata bruciata sul rogo. Strani oggetti indiani e un'oscura profezia sono indizi di un mistero che movimenta e cambia la sua vita, anche se in un modo diverso da quello sperato...
Il ladro di cellulari
Il ladro di cellulari
AssaggiCara Giulia dai capelli color pece,ho sempre pensato che il tuo aspetto fosse un po' strano, per non dire inquietante: sembri un fantasma, così malinconica, con quegli occhioni neri spalancati nel visetto smilzo. Per non parlare dei capelli dritti come fusi. Fra me e me ti chiamo fantasmina: finalmente ho l'occasione di dirtelo.Ciao, Edward (pag. 9)Caro vigliacco anonimo,se tu fossi uno con un po' di fegato mi avresti detto quello che pensavi guardandomi negli occhi. Ma, visto che sei solo un piccolo pusillanime senza colonna vertebrale, hai dovuto aspettare di nasconderti dietro l'anonimato. Puoi tranquillamente fare a meno di scrivermi ancora. Non sentirò la tua mancanza.Giulia che ha i capelli color della pece e il coraggio di firmarsi con il proprio nome (pag.10)
PresentazioneUn giorno trovai la scuola in cui lavoravo in subbuglio: erano stati rubati dei cellulari. Fu aperta un'indagine e alla fine i responsabili resero piena confessione, ammettendo anche di avere sepolto la refurtiva al cimitero(!).L'episodio mi diede l'idea di questo romanzo, la cui conclusione è però molto diversa da quella del fatto reale. Credo sia davvero imprevedibile.TramaUn avvenimento molto grave ha sconvolto la vita famigliare di Giulia, ma lei finge che nulla sia successo perché il dolore sarebbe troppo grande. Proprio in questo momento irrompono nella sua vita due misteri che la costringono all'azione. A scuola, forse tra i suoi compagni di classe, si nasconde un ladro di cellulari e nella sua posta elettronica compare un anonimo che la insulta ma anche la intriga perché è un tipo di straordinaria intelligenza. Insieme al suo amico Giacomo, che è convinto di essere un grande investigatore, e alla sua amica Marianna, Giulia porta avanti le indagini sui furti: la soluzione sarà davvero sconvolgente. Con un po' di pazienza e di buone letture riuscirà anche a dare un nome all'anonimo virtuale. L'amicizia, l'umorismo, la curiosità, l'affetto, forse l'amore: ecco le chiavi che permettono a Giulia di trovare alla fine la sua strada.
I ragazzi della Bolognina
I ragazzi della Bolognina
Assaggi-Che quartiere squallido- disse Amanda con un sospiro.-Già- rispose Davide, -e ci mancavano pure i marocchini. Papà dice che hanno portato la malavita nel quartiere.-Infatti, prima qui ci abitavano solo conti e marchesi!-Dio, come sei spiritosa. Papà dice che si viveva in pace, come una grande famiglia.--Commovente. (pag.18) Davide era già sulla porta, quando un'occhiata a Carlo lo impietrì. Fu colpito dal pallore innaturale del viso incavato del mister. Un silenzio irreale calò nella stanzetta spoglia. Carlo si guardò intorno, le lenti dei suoi occhiali lampeggiavano.-E' uno scherzo di cattivo gusto, ragazzi!- disse l'allenatore.-Di cosa sta parlando, mister?- chiese Davide, ritornando sui suoi passi.-Avanti- e la voce di Carlo era secca, come mai l'avevano udita, -Tirate fuori il portafogli! (pag.27) -Sono spariti i soldi della festa- disse Davide in tono laconico. Gisella Marsili alzò gli occhi bruscamente. -Come sarebbe a dire? Prima il portafogli dell'allenatore, poi la cassa comune. Cosa sta succedendo, Davide? (pag.35)Erano seduti sulle panche; Jusuph da un lato, gli altri tre sull'altro. Lo fissavano senza parlare. Lui contraccambiava.-Cosa volesse da me?- chiese l'algerino.-Devi solo dirci la verità- disse Davide. –Se restituisci quello che hai preso, non succederà nulla.-Io non ladro- disse Jusuph. -Rubare grave peccato per noi.Razza di bugiardo analfabeta!- disse Sergio. –Adesso tu confesserai tutto, parola mia. Non ci faremo mettere in buca da un marocchino bugiardo!--Io Algeria- lo apostrofò il ragazzo con i grandi occhi scuri lampeggianti di rabbia. (pag.40)-Allora?- chiese Amanda. –Siamo tutt'orecchi- e fissò Sergio. Il ragazzo la ricambiava con i suoi freddi occhi grigi, carichi di scherno-Stavamo commentando che tu e Jusuph formate proprio una bella coppia- disse Sergio con la sua voce indolente. –La Fissata e il Ladro. Questo stavamo dicendo, vero Giovanna?Giovanna fece una risatina imbarazzata e guardò Amanda. Davide sentì un improvviso malessere.-Già- rispose Amanda,con un sorrisino cattivo, -ma anche la vostra non è male: la Cretina e il Teppista. (pag.67)
PresentazioneAll'origine di una storia c'è spesso una piccola idea intorno alla quale prolificano fatti e personaggi, i quali cominciano a muoversi sul palcoscenico in costruzione in modo autonomo rispetto alla volontà dell'autore.In questo caso tutto è partito da un piccolo fatto di cronaca: in una scuola italiana alcuni ragazzi si erano accaniti contro un compagno definendolo marocchino, termine che dal loro punto di vista rappresentava l'offesa più grande. Il ragazzo in questione si offese sì, ma solo perché lui in realtà era tunisino. Mi soffermai a immaginare come mi sarei sentita se, trovandomi per esempio negli Stati Uniti o in Norvegia, qualcuno mi avesse insultata chiamandomi spagnola, francese, belga. -Io sono italiana!- avrei affermato con forza, perché non si può togliere a una persona la sua appartenenza.Quanta ignoranza si annida in coloro che confondono le altre nazionalità, considerandole tutte ugualmente inferiori alla propria?E così è nato Jusuph, un algerino capitato in una scuola di Bologna. Questo romanzo è stata l'occasione di approfondire la storia dell'Algeria e l'esperienza è stata davvero interessante.TramaTutto sembra procedere normalmente nella scuola della Bolognina, noto quartiere di Bologna, quando all'improvviso una serie di furti sconvolge l'esistenza degli studenti: ragazzi che indagano, ragazzi sospetti, a partire dal nuovo arrivato, un giovane algerino dal passato, pare, misterioso e terrificante.La realtà però si rivela più complessa di quel che appare: indagando, sulle tracce dei grandi detective, vengono a galla tante verità nascoste, e ognuno scopre di avere, forse senza saperlo, un piccolo, personale mistero.
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GialloIl terzo episodioQuesta volta Jolanda si trova coinvolta nell'intricata vicenda dei Castelli della Torre. Nella famiglia nobiliare si sono verificate tre morti apparentemente naturali che non convincono il commissario Pedroni, il quale, nonostante il disprezzo sempre manifestato per l'attività di Jolanda, la coinvolge perché lei svolga il ruolo di infiltrata. Tra i due, come sempre, si innesca una dinamica conflittuale che comunque darà buoni risultati. La difficoltà dell'indagine consiste nel rapporto col passato: il movente ha radici profonde che si snodano negli anni e ripercorrere il filo senza lasciarsi confondere da false piste non è facile. Come sempre Johnny, Caterina e Giacomo, lo psicoanalista, collaborano a loro insaputa.
Romanzo per ragazziFantasmi international s.p.a.Un faro abbandonato, collocato vicino a un paese denominato Vongola sul Mare, diventa la sede di una strana agenzia investigativa composta da due fantasmi, un cane, un gatto, un giornalista, un ragazzo, una ragazza. Il gruppo si compone in modo casuale e contro la volontà del fondatore dell'agenzia, il fantasma Giovanni Bertone, che aveva in mente di vivere la sua eternità in solitudine. La sua prima cliente è Isabella, un fantasma che ha urgenza di scoprire il proprio assassino per scagionare l'amatissimo marito che è stato accusato dell'omicidio. Disgraziatamente, Isabella sa chi NON l'ha uccisa, ma NON chi l'ha fatto.E questo non è il solo problema per il neo-investigatore Giovanni che non sa come comunicare le proprie scoperte perché i viventi non ascoltano i fantasmi.Da questo punto di vista la fastidiosa presenza nel SUO faro del giornalista Paolo e del figlio Marco, alla fine si rivela provvidenziale dal momento che il ragazzo vede e sente i fantasmi e trascina il padre nell'esperienza. Al gruppo si aggiunge Matilde, una ragazza piena di problemi e molto stravagante, che cerca ansiosamente una sistemazione per Giulietta e Romeo, una gattina e un cagnolino inseparabili che stanno per essere sfrattati dal parco animali, proprio per colpa di suo padre.Alla fine, questo eccentrico gruppetto riesce a risolvere il caso dell'omicidio di Isabella e a sventare una truffa ai danni della cittadinanza.
GialloIl primo episodioJolanda e il cugino Johnny, sereno omosessuale e occulto scrittore di romanzi rosa, hanno appena aperto l'agenzia L'occhio di Sherlock, destinata a risolvere casi minori, anche a causa della povertà di mezzi.Succede però che nel condominio di Caterina, l'amica del cuore di Jolanda, viene commesso un omicidio. Stranamente, l'unica ad avere accesso all'appartamento della vittima e persino a trarre vantaggio dalla dipartita, risulta proprio Caterina. Il commissario Pedroni, appena trasferito a Bologna, trae le conseguenze. Jolanda è costretta a cercare il vero colpevole per difendere l'amica. Nel corso dell'indagine scopre che Caterina le ha nascosto questioni di non scarsa rilevanza della propra vita. Qui nasce il contraddittorio rapporto tra l'investigatrice privata Jolanda Marchgiani e il commissario Tommaso Pedroni.
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